Parrocchia di San Quirino, VIa Gemona 60, UDINE

     
Prossimi Appuntamenti
Aprile 2018

Giovedì 5 - ore 17.00 Ora di adorazione eucaristica mensile.

Venerdì 7 - ore 9.00 Primo venerdì del mese, S. Messa e comunione ad anziani ed ammalati.

Lunedì 9 - ore 9.00 S. Messa per la pace e l’unità dei cristiani.

Mercoledì 11 - ore 18.00 Ascoltiamo la Parola (Casa della Gioventù).

ore 20.30 (Casa della Gioventù) Incontro per i lettori liturgici con don Loris Della Pietra.

Sabato 14 - ore 15.00 (c/o pp. Saveriani – via Monte S. Michele 70: Ritiro comunicandi e genitori.

Mercoledì 18 - ore 18.00 Ascoltiamo la Parola (Casa della Gioventù).

Venerdì 20 - ore 17.30 (Oratorio Redentore): Incontro con i genitori dei bambini della Prima Riconciliazione.

Domenica 22 - Terza domenica di Pasqua

Avvenimenti, incontri

APRILE 2018

Venerdì 13ore 18.00 (Sala della Fondazione Friuli– via Manin 15) conferenza del prof. Paolo Ricca, teologo valdese su “Testamento spirituale di Martin Luther King a 50 anni dal suo martirio”..

Venerdì 13ore 18.00 (Centro culturale Paolino d’Aquileia, via Treppo 5/b). Per la Scuola di Politica ed Etica sociale. «Mercato, cooperazione, sussidiarietà». Interviene Benedetta Giovanola (Università di Macerata)

Domenica 15ore 9.30/17.00 (al “Villaggio Italia” (ex Ge.Tur.) di Lignano Festa diocesana dei ragazzi (5a elem- 3a media): con la Regina Miriam.

Domenica 15 – GIORNATA PER L’UNIVERSITÀ CATTOLICA DEL SACRO CUORE.“ Eredi e innovatori. I giovani protagonisti della storia .

Mercoledì 18 - ore 20.30 (parrocchia di S. Paolino, viale Trieste 110) - Per i mercoledì dell’Angelo “La donna nella Chiesa: una risorsa incompresa? con sr. Marzia Ceschia.

Venerdì 20 - ore 20.45 (chiesa del Redentore) Concerto di Pasqua con l’orchestra e il Coro del Conservatorio J. Tomadini diretti da Antonio Piani.

Domenica 22 - Giornata internazionale per la TERRA MADRE.

Lunedì 23 - GIORNATA MONDIALE DEL LIBRO.

Martedì 24 - ore 18.00 (Sala G. Madrassi) ALCOL E GIOVANI con i dottori P. Burra, F. Piani e A. Peressini.

 

In parrocchia
Pasqua, ovvero l'arte del passaggio

Quanti passaggi ci vengono evocati in questo periodo. Parlando di papa Francesco e della dirompente proposta di riforma che sta lanciando alla Chiesa, vengono riportate le sue parole a Firenze (2015): «Non siamo in un’epoca di cambiamenti, ma in un cambiamento d’epoca». In Italia, dopo le recenti elezioni politiche, c’è chi dice che siamo passati alla Terza Repubblica (ma, si chiede qualcun altro: «Siamo mai entrati nella Seconda?»). L’improvvisa e silenziosa scomparsa a Udine del capitano della Fiorentina Davide Astori, di 31 anni, ha dato uno scossone all’intero paese e ci ha costretti tutti a riflettere sul passaggio forse più arduo e delicato con cui la nostra esistenza deve confrontarsi, quello della morte. Sembrerebbe allora che la vita delle persone, nella sua globalità, si configuri come un progressivo affinarsi nell’arte del passaggio. Passaggio di età, di responsabilità, di impegno, di posti di lavoro, di paesi in cui abitare, di emergenze – sempre nuove! –, di mentalità, di panorama politico, sociale, culturale, di modi e strumenti per comunicare... Gli anziani sono spesso smarriti, i giovani sembrano invece nel loro habitat naturale. Ma sarà proprio così? In fondo questo continuo e liquido mutare d’orizzonte è causa di molte insicurezze, fragilità, squilibri affettivi e psicologici e può capitare che degli anziani signori, che comunicano ancora tramite lettera o telefono fisso, siano coloro che cavalcano con più disinvoltura il nostro tempo, cogliendone luci e ombre e assumendo quindi il ruolo di guide sicure e affidabili. Due nomi a caso: papa Francesco e Zygmund Bauman. Nella Chiesa si vive una situazione strana: da una parte si sente il bisogno di cambiare, di passare a nuovi modi di vedere le cose, di agire, di vivere e comunicare la fede. Anche a nuove configurazioni ecclesiali, a nuove ministerialità. Dall’altra il cambiamento fa paura e c’è chi invoca il ritorno alle cose «di sempre». Ma di quale «sempre» si tratta? In duemila anni di storia anche nel cristianesimo sono cambiati parecchi scenari! Un esempio lo abbiamo avuto proprio a San Quirino lo scorso Natale, quando, in riferimento al presepio, è comparso uno striscione che diceva: «La tradizione non è in discussione!». Non c’è qui tempo e spazio per rifletterci come meriterebbe, ma il tema della tradizione nella Chiesa è centrale e si riferisce non a qualcosa di statico ma di profondamente dinamico: il verbo tradere significa “consegnare”, “passare” di mano! I cambi sono difficili, inutile discutere. I passaggi, quelli veri, costano! E ciò vale per tutti, cristiani e non cristiani. Ma per i cristiani, al centro della loro vita e della loro fede, c’è sempre il mistero pasquale, la Pasqua/ passaggio del Signore Gesù, che attualizza e rende universale il passaggio dalla schiavitù alla libertà del popolo d’Israele. La Pasqua di Gesù fa dei cristiani la comunità del passaggio, di coloro cioè che con i fianchi cinti e il bastone in mano sono sempre pronti a mettersi in viaggio verso la terra promessa. Una terra che è sempre innanzi a noi, che noi siamo chiamati a costruire assieme a Dio e a tutta l’umanità e che troverà compimento nell’ultimo grande passaggio della storia, la venuta del Signore. Tra i cristiani quindi non mancano debolezze, ritardi e peccati, ma non dovrebbe mai esserci la paura del passaggio, perché la Pasqua/passaggio è costitutiva del nostro DNA. Che in questa Pasqua possiamo sperimentarlo con verità e intensità!

don Federico

 
Serate d'Organo - Primavera 2018

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