Parrocchia di San Quirino, VIa Gemona 60, UDINE

     
Prossimi Appuntamenti
Dicembre 2018

Giovedì 6ore 17.00 Ora di adorazione eucaristica mensile.

Sabato 8IMMACOLATA CONCEZIONE DI MARIA.

ore 11.00 s. Messa con il coro di Jutizzo.

Lunedì 10ore 9.00 S. Messa e preghiera per la pace e per l’unità  dei cristiani ( a cura del C.R.A.E.).

Giovedì 13 - Festa di Santa Lucia (al Redentore messe ore 11.00 / 18.30 con benedizione degli occhi).

Martedì 18ore 18.30 CELEBRAZIONE COMUNITARIA DELLA PENITENZA.

Domenica 23 – Quarta d’Avvento : orario festivo.

Lunedì 24 - Ore 22.00 Messa nella notte della Nativita’.

Martedì 25NATALE DEL SIGNORE

Ore  9.00 – Messa dell’aurora.

Ore 11.00 – Messa del giorno

Mercoledì 26 – Santo Stefano: ss. Messe ore 9.00 e ore 11.00.

Domenica 30 – FESTA DELLA S. FAMIGLIA  (orario festivo).

Lunedì 31 - San Silvestro - ore 18.30:  S.Messa e TE DEUM di ringraziamento (chiesa del Redentore).

Avvenimenti, incontri

DICEMBRE 2018

Venerdì 7ore 19.00 (via Gemona):Accensione del presepeal laghetto.

- ore 19.30 (chiesa del Redentore):presentazione del restauro della cupola del transetto.

- ore 20.30 (chiesa di San Pio X): «SogniAMO – Con Giuseppe, accogliamo il mistero».Veglia giovanile.

Sabato 8ore 20.45 (chiesa di san Pietro Martire): concerto del coro “Vos de mont” a cura dell’Ass. Amici di don De Roja.

Lunedì 10 – GIORNATA DEI DIRITTI UMANI.

Mercoledì 12ore 20.30 (Parrocchia di S. Paolino, viale Trieste 110) per i Mercoledì dell’Angelo (per giovani): Perché credere in Dio oggi? con i proff.ri F.Longo e B.De Lotto.

14 -15 dicembreore 18.00 (Centro Culturale Paolino d’Aquileia) per la Scuola di Politica ed Etica: Disuguaglianze, povertà, paure:come invertire la rotta? (R.Rossini).

Domenica 16ore 17.00 (chiesa del SS. Redentore) Concerto per Santa Lucia con il coro polifonico A. Foraboschi di Palazzolo dello Stella.

 

Percorsi di preparazione al matrimonio cristiano: info presso l’Ufficio Pastorale della Famiglia, via Treppo 3 –  tel.0432 - 414514 oppure: [email protected]

In parrocchia
Pasqua, ovvero l'arte del passaggio

Quanti passaggi ci vengono evocati in questo periodo. Parlando di papa Francesco e della dirompente proposta di riforma che sta lanciando alla Chiesa, vengono riportate le sue parole a Firenze (2015): «Non siamo in un’epoca di cambiamenti, ma in un cambiamento d’epoca». In Italia, dopo le recenti elezioni politiche, c’è chi dice che siamo passati alla Terza Repubblica (ma, si chiede qualcun altro: «Siamo mai entrati nella Seconda?»). L’improvvisa e silenziosa scomparsa a Udine del capitano della Fiorentina Davide Astori, di 31 anni, ha dato uno scossone all’intero paese e ci ha costretti tutti a riflettere sul passaggio forse più arduo e delicato con cui la nostra esistenza deve confrontarsi, quello della morte. Sembrerebbe allora che la vita delle persone, nella sua globalità, si configuri come un progressivo affinarsi nell’arte del passaggio. Passaggio di età, di responsabilità, di impegno, di posti di lavoro, di paesi in cui abitare, di emergenze – sempre nuove! –, di mentalità, di panorama politico, sociale, culturale, di modi e strumenti per comunicare... Gli anziani sono spesso smarriti, i giovani sembrano invece nel loro habitat naturale. Ma sarà proprio così? In fondo questo continuo e liquido mutare d’orizzonte è causa di molte insicurezze, fragilità, squilibri affettivi e psicologici e può capitare che degli anziani signori, che comunicano ancora tramite lettera o telefono fisso, siano coloro che cavalcano con più disinvoltura il nostro tempo, cogliendone luci e ombre e assumendo quindi il ruolo di guide sicure e affidabili. Due nomi a caso: papa Francesco e Zygmund Bauman. Nella Chiesa si vive una situazione strana: da una parte si sente il bisogno di cambiare, di passare a nuovi modi di vedere le cose, di agire, di vivere e comunicare la fede. Anche a nuove configurazioni ecclesiali, a nuove ministerialità. Dall’altra il cambiamento fa paura e c’è chi invoca il ritorno alle cose «di sempre». Ma di quale «sempre» si tratta? In duemila anni di storia anche nel cristianesimo sono cambiati parecchi scenari! Un esempio lo abbiamo avuto proprio a San Quirino lo scorso Natale, quando, in riferimento al presepio, è comparso uno striscione che diceva: «La tradizione non è in discussione!». Non c’è qui tempo e spazio per rifletterci come meriterebbe, ma il tema della tradizione nella Chiesa è centrale e si riferisce non a qualcosa di statico ma di profondamente dinamico: il verbo tradere significa “consegnare”, “passare” di mano! I cambi sono difficili, inutile discutere. I passaggi, quelli veri, costano! E ciò vale per tutti, cristiani e non cristiani. Ma per i cristiani, al centro della loro vita e della loro fede, c’è sempre il mistero pasquale, la Pasqua/ passaggio del Signore Gesù, che attualizza e rende universale il passaggio dalla schiavitù alla libertà del popolo d’Israele. La Pasqua di Gesù fa dei cristiani la comunità del passaggio, di coloro cioè che con i fianchi cinti e il bastone in mano sono sempre pronti a mettersi in viaggio verso la terra promessa. Una terra che è sempre innanzi a noi, che noi siamo chiamati a costruire assieme a Dio e a tutta l’umanità e che troverà compimento nell’ultimo grande passaggio della storia, la venuta del Signore. Tra i cristiani quindi non mancano debolezze, ritardi e peccati, ma non dovrebbe mai esserci la paura del passaggio, perché la Pasqua/passaggio è costitutiva del nostro DNA. Che in questa Pasqua possiamo sperimentarlo con verità e intensità!

don Federico

 
Serate d'Organo - Primavera 2018

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