Parrocchia di San Quirino, VIa Gemona 60, UDINE

     
Prossimi Appuntamenti
Aprile 2019

Giovedì 4 - ore 17.00 Ora di adorazione eucaristica mensile.

Venerdì 5 - ore  9.00 Primo venerdì del mese, S. Messa e comunione ad anziani ed ammalati, ore 15.30 Via Crucis.

Lunedì 8 - ore 9.00 S. Messa per la pace e l’unità dei cristiani.

Domenica 14 - DOMENICA DELLE PALME E DELLA PASSIONE DEL SIGNORE Ore 10.30 Benedizione dell’ulivo e processione e la Messa con la lettura della Passione del Signore.

Martedì 16 - ore 18.30 CELEBRAZIONE COMUNITARIA DELLA PENITENZA.

Giovedì 18 - GIOVEDI’ SANTO DELLA CENA DEL SIGNORE

Ore 19.00 Messa “In coena Domini”.

Venerdì 19 - VENERDI’ SANTO DELLA MORTE DEL SIGNORE - Giornata di digiuno e di astinenza.

Ore 16.00 – Celebrazione della Passione del Signore (SS. Redentore).

Sabato 20 - SABATO SANTO Ore 21.00Solenne VEGLIA PASQUALE .

Domenica 21 - PASQUA DELLA RISURREZIONE DEL SIGNORE Ss. Messe: ore 9.00 e ore 11.00

Lunedì 22 - Lunedì di Pasqua o dell’Angelo

Avvenimenti, incontri

APRILE 2019

Giovedì 4 - ore 9.00 (basilica delle Grazie): Incontro del Movimento di Spiritualità vedovile con don Oscar Morandini.

Domenica 7 - Festa diocesana dei ragazzi  (al villaggio “Bella Italia” (ex Ge.Tur.) di Lignano Pineta.

Venerdì 12 - ore 18.00 (Centro culturale Paolino d’Aquileia, via Treppo 5/b).Per la Scuola di Politica ed Etica sociale: “Tienilo acceso. Posta, commenta, condividi senza spegnere il cervello” con Vera Gheno, social media manager e Bruno Mastroianni, giornalista.

Sabato 13 - id. id. “Libertà di parola e fake news” con Francesco Ognibene, caporedattore di Avvenire.

Lunedì 22 - Giornata internazionale per la  TERRA MADRE.

Martedì 23 - GIORNATA MONDIALE DEL LIBRO.”.

Percorsi di preparazione al matrimonio cristiano: info presso l’Ufficio Pastorale della Famiglia, via Treppo 3 –  tel.0432 - 414514 oppure: [email protected]

In parrocchia
Pasqua, ovvero l'arte del passaggio

Quanti passaggi ci vengono evocati in questo periodo. Parlando di papa Francesco e della dirompente proposta di riforma che sta lanciando alla Chiesa, vengono riportate le sue parole a Firenze (2015): «Non siamo in un’epoca di cambiamenti, ma in un cambiamento d’epoca». In Italia, dopo le recenti elezioni politiche, c’è chi dice che siamo passati alla Terza Repubblica (ma, si chiede qualcun altro: «Siamo mai entrati nella Seconda?»). L’improvvisa e silenziosa scomparsa a Udine del capitano della Fiorentina Davide Astori, di 31 anni, ha dato uno scossone all’intero paese e ci ha costretti tutti a riflettere sul passaggio forse più arduo e delicato con cui la nostra esistenza deve confrontarsi, quello della morte. Sembrerebbe allora che la vita delle persone, nella sua globalità, si configuri come un progressivo affinarsi nell’arte del passaggio. Passaggio di età, di responsabilità, di impegno, di posti di lavoro, di paesi in cui abitare, di emergenze – sempre nuove! –, di mentalità, di panorama politico, sociale, culturale, di modi e strumenti per comunicare... Gli anziani sono spesso smarriti, i giovani sembrano invece nel loro habitat naturale. Ma sarà proprio così? In fondo questo continuo e liquido mutare d’orizzonte è causa di molte insicurezze, fragilità, squilibri affettivi e psicologici e può capitare che degli anziani signori, che comunicano ancora tramite lettera o telefono fisso, siano coloro che cavalcano con più disinvoltura il nostro tempo, cogliendone luci e ombre e assumendo quindi il ruolo di guide sicure e affidabili. Due nomi a caso: papa Francesco e Zygmund Bauman. Nella Chiesa si vive una situazione strana: da una parte si sente il bisogno di cambiare, di passare a nuovi modi di vedere le cose, di agire, di vivere e comunicare la fede. Anche a nuove configurazioni ecclesiali, a nuove ministerialità. Dall’altra il cambiamento fa paura e c’è chi invoca il ritorno alle cose «di sempre». Ma di quale «sempre» si tratta? In duemila anni di storia anche nel cristianesimo sono cambiati parecchi scenari! Un esempio lo abbiamo avuto proprio a San Quirino lo scorso Natale, quando, in riferimento al presepio, è comparso uno striscione che diceva: «La tradizione non è in discussione!». Non c’è qui tempo e spazio per rifletterci come meriterebbe, ma il tema della tradizione nella Chiesa è centrale e si riferisce non a qualcosa di statico ma di profondamente dinamico: il verbo tradere significa “consegnare”, “passare” di mano! I cambi sono difficili, inutile discutere. I passaggi, quelli veri, costano! E ciò vale per tutti, cristiani e non cristiani. Ma per i cristiani, al centro della loro vita e della loro fede, c’è sempre il mistero pasquale, la Pasqua/ passaggio del Signore Gesù, che attualizza e rende universale il passaggio dalla schiavitù alla libertà del popolo d’Israele. La Pasqua di Gesù fa dei cristiani la comunità del passaggio, di coloro cioè che con i fianchi cinti e il bastone in mano sono sempre pronti a mettersi in viaggio verso la terra promessa. Una terra che è sempre innanzi a noi, che noi siamo chiamati a costruire assieme a Dio e a tutta l’umanità e che troverà compimento nell’ultimo grande passaggio della storia, la venuta del Signore. Tra i cristiani quindi non mancano debolezze, ritardi e peccati, ma non dovrebbe mai esserci la paura del passaggio, perché la Pasqua/passaggio è costitutiva del nostro DNA. Che in questa Pasqua possiamo sperimentarlo con verità e intensità!

don Federico

 
Serate d'Organo - Primavera 2018

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Gli umili servitori del mistero

La parola mistero porta con se' l'idea di qualcosa di sconosciuto, arcano, forse pauroso. L'apostolo Paolo (Ef.3) ne spiega il significato come di un disegno eterno, di un progetto segreto di Dio che riguarda tutta l'umanita'. E' un progetto di liberazione, salvezza, di amore che si e' rivelato, espresso in Gesu' Cristo. Mentre ne ricordiamo in questi giorni la nascita umana in mezzo a noi, e' interessante, scoprire quanti, inconsapevolmente, vi hanno partecipato. Maria di Nazaret innanzitutto, silenziosa e indispensabile collaboratrice di questo eterno disegno da' amore che ha dato carne al Figlio di Dio. Non deve essere stato facile per lei decifrare, collegare, capire, accettare avvenimenti, parole, persone e, soprattutto, quel Figlio speciale donatole da Dio. E Giuseppe, ancor piu' avvolto nel silenzio, che da' casa, famiglia e lavoro e ancor prima difesa e custodia premurosa al Salvatore del mondo. Una obbedienza non facile, ma coraggiosa e fedele la sua al grande, misterioso piano divino. Una luce improvvisa illumina poi i pastori a guardia notturna del gregge. Viene loro data una bella notizia, una grandissima gioia per tutto il popolo. Essi sanno riconoscere in un povero neonato steso nella paglia il Promesso, il Messia, il Salvatore. Quello che accomuna queste persone, (Maria, Giuseppe, i pastori) e' l'insignificanza sociale, la poverta' umile e dignitosa. Ma, soprattutto, una fede che sa attendere, sperare, guardare le cose con occhi capaci di scoprire lentamente le misteriose vie di Dio che ci viene incontro. Anche oggi, malgrado la cronaca, esistono, vivono ed operano delle persone cosi', capaci di fare propria la "buona volonta' di Dio" su questo mondo e non solo sognare, ma fare il bene.

don Claudio

 
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