La difficile Nascita PDF Stampa E-mail

Sepolto com’è dal consumismo imperante – Natale è ormai da tempo la festa commerciale più importante dell’anno – per un credente è più che mai necessario domandarsi: Che cosa significa celebrare il Natale?
Che cosa porta nella nostra vita?

Vi sono delle attese o è soltanto una tradizione  e la stantia ripetizione di un rito?
Come ogni celebrazione cristiana Natale è memoria di un fatto passato: Dio che si fa carne nella persona di Gesù di Nazaret. Dio che sposa la nostra travagliata storia umana e rivela il suo progetto di condurla ad un inimmaginabile traguardo. Dio che si fa compagno di strada di ogni donna e uomo, fino alla morte e oltre…
Ma il ricordo della Natività del nostro Salvatore diventa, nella fede, anche attualità e contemporaneità di Dio e del suo nascere tra noi. Natale, in altre parole, è oggi, continua, perché l’incarnazione di Dio non è terminata. Il suo Regno di giustizia, di amore e di pace che egli è venuto a inaugurare, è un cantiere aperto.
Festeggeremo davvero il Natale del Signore quando anche noi, ciascuno ed insieme, genereremo qualcosa di buona e di bello per il mondo nel quale viviamo.
Nei mesi scorsi la cronaca ha riportato vari episodi di ‘malasanità’ che hanno avuto come tristi protagonisti mamme e neonati.
Vorrei paragonare a questi fatti la difficoltà che oggi esiste in tutti i campi del nostro vivere a far nascere il nuovo, il bello, il buono.
Sembra proprio che lo smisurato egoismo e il dilagante disinteresse per il bene comune siano l’Erode che vuole soffocare ogni piccolo tentativo di vita.
Per mettere al mondo un bimbo è necessario sperare, credere nel futuro, vincere il pessimismo e la pigrizia.
Ci vuole soprattutto amore e passione perché la creatura dei nostri sogni veda la luce, superando, senza calcoli, il piccolo cerchio che imprigiona il nostro egoismo singolo e collettivo.
Occorre costanza e forza nel far crescere i semi che qua e là spuntano disegnando il domani ed i fragili germogli del bene.
E ritornare a credere nell’energia creatrice dello Spirito che rende fecondo il grembo di una Vergine che ‘non ha conosciuto uomo’ e capace di fare del deserto un giardino abitabile ed accogliente per tutti.

don Claudio