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Serate d'organo

Serate d'organo

La privilegiata condizione del complesso di S. Quirino a Udine, in cui ciascuna delle due chiese è dotata di un organo di eccellente fattura, fa sì che i concerti in esse ospitati siano tradizionalmente ricchi di varietà timbrica ed esecutiva.

Le Serate d’Organo dell’ottobre 2026, inserite nel Festival Organistico Internazionale Friulano intitolato a G. B. Candotti – del quale ricorrono quest’anno i 150 anni della morte - saranno articolate in tre concerti, tutti di giovedì con inizio alle 20.45, di cui il primo prevede un ricco ensemble di ottoni e organo; nei successivi due, gli organisti solisti faranno entrambi uso sia dell’organo Francesco Zanin (1994) della chiesa antica - dalla fonica più classica e dotato di accordatura inequabile, adatta al repertorio più antico – che dell’organo Gustavo Zanin (1989) della chiesa nuova, più aperto a letteratura romantica e moderna.

L’appuntamento iniziale, giovedì 8 ottobre, vedrà il gruppo di ottoni “Brassevonde” impegnato in un suggestivo abbinamento con l’organo, affidato al giovane ma già affermato udinese Alberto Pez, il quale si porrà idealmente come ‘antagonista’ sonoro rispetto ai suoi colleghi, sia alternandosi a loro in pagine per organo solo - legate alla grande scuola barocca della Germania del Nord - che unendosi per produrre ulteriore, sgargiante sonorità. Gli arrangiamenti musicali utilizzati dall’ensemble sono a cura di Marco Màiero, che prende spunto da varia musica strumentale, ma anche da Cantate bachiane (BWV 156), Oratori haydniani (La Creazione) e pezzi d’occasione (gli haendeliani Fuochi d’artificio) per rappresentare le tradizioni tedesca, inglese e italiana.

Il secondo concerto, giovedì 15, vedrà protagonista il quasi coetaneo ed egualmente titolato Valerio Simonini, nativo di San Daniele del Friuli che, dopo un doveroso omaggio a Candotti all’organo della chiesa antica, passerà all’altra consolle per offrire celebri e impegnative pagine romantiche italiane e francesi, giungendo sino al sinfonismo organistico di Louis Vierne e Charles-Marie Widor.

In chiusura di rassegna, giovedì 22, uno dei nomi più prestigiosi del concertismo internazionale: l’organista/compositore/improvvisatore Jürgen Essl, che dividendosi anch’egli tra i due strumenti proporrà un affascinante itinerario dal Barocco tedesco fino ai giorni nostri, presentando alcuni estratti dalla sua recente raccolta di invenzioni musicali “Das ist der Tag” (2025). Essa sarà preceduta da una singolare composizione di Jean Françaix: la “Suite Carmelite” che raccoglie, in una versione per organo, alcune pagine della colonna sonora scritta dall’autore nel 1960 per il film drammatico “Le Dialogue des Carmélites”, ambientato al tempo della Rivoluzione francese. Per finire, un’improvvisazione che darà prova al pubblico delle straordinarie doti estemporanee dell’interprete. 

Giovanni Feltrin


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